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Medea

MEDEA DELLE CASE POPOLARI HA PERSO IL CENTRO

Una donna come tante donne, come tanti uomini, come me, come Medea, lascia la sua casa natia, la sua terra conosciuta, il suo quartiere di Milano spinta dal bisogno  di una vita diversa, di una nuova luce, di una nuova  vita  in centro, di una vita al Centro. Viaggia  attraverso la speranza di trasformare con una nuova luce lei, la sua famiglia, il suo lavoro: “dicono ne basti uno solo in una famiglia per cambiare Passato Presente Futuro di tutta la famiglia..”.

Viaggiando tra le circonvallazioni milanesi questa donna, come me, come Medea, è immersa, senza capire come, in una città che non riconosce più, in un luogo che non riconosce più come suo.
Lei che voleva solo vivere in Centro e fare l’ attrice in centro, dove tutto è bello e illuminato, si ritrova invece nel buio di questo condominio di periferia alla “Barona” con 33 etnie diverse, dove tutti, tranne lei, mantengono forti e in luce le loro usanze e tradizioni e dove a nessuno, forse,  interessa la sua arte.
Così questa donna, come me, come Medea, si sente la più straniera tra stranieri, spezzettata, priva di un centro, della sua arte, della sua forza generatrice; oscurata e partecipante forzata ad una grande festa condominiale senza, in realtà, prenderne parte.

Esausta, decide quindi di ritrovare il suo centro compiendo un atto purificatorio grazie al più grande esperimento teatrale mai tentato prima : erigere il muro più alto del mondo, proprio nel suo  monolocale. Medea si mura  viva in attesa della chiamata del centro, portandosi solo candeggia, amuchina e stendino, suo compagno di appartamento, e quando il Centro la chiamerà lei uscirà luminosa pronta a creare come Donna purificata e tutti, grazie a lei, saranno purificati.
Reggerà questo muro  di cemento armato tra le pareti di cartone? E il Centro la chiamerà o la lascerà soffocare in periferia? Avrà solo tre notti, poi morirà soffocata: molto più di un reality:  la vita vera, quella che finisce.

Il pubblico diventa parte attiva della follia di Medea: l’aiuterà a costruire il muro e le lascerà un ultimo messaggio scritto su di un foglio o lo manderà sul cellulare completando l’incipit: “nella mia città di sento straniero quando”, “nella mia città ho paura quando.. ”
Medea userà questi messaggi durante lo spettacolo.

Ma la chiamata del Centro non arriva, e a salvare  Medea è proprio il suo condominio straniero, allora lei sceglie di invitarlo lì il Centro, alla Barona, illudendosi di un “possibile contagio al contrario”.
La Periferia prepara la grande Festa, ospite d’onore il Centro che  una volta arrivato non lo fa  per condividere, per contaminarsi, ma per prendersi avidamente tutto :
“ Medea se non te ne vai ti arrestiamo, capo d’accusa? Istigazione alla Periferia..”
Così il Centro sigilla il micro appartamento di Medea, ma lei forza generatrice,  non si fermerà : il suo palco il mondo!

CREDITI

Di e con Rossella Raimondi

Materiali di scena Francesca Biffi

Costumi Francesca Biffi

Video Fabio Ricci

si ringraziano Teatro della Contraddizione – Teatro degli Incontri Comteatro

INFO

SABATO 26 GIUGNO 2021 H 21:30

Presso BAU @Barrio’s

Data

Giu 26 2021
Expired!

Ora

9:30 pm - 11:00 pm

Etichette

RASSEGNA DELLE ARTI

Luogo

BAU@Barrio's
Piazza Donne Partigiane, Milano